| Solare
fotovoltaico
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Come è usuale pensare, gli impianti fotovoltaici
sfruttano l’energia del sole per produrre direttamente elettricità.
Questo avviene sfruttando la tecnologia dei diodi.( Un diodo è
composto da un materiale semiconduttore,generalmente silicio)
Come tutti sanno il crescente costo delle materie prime e la preoccupazione
per la situazione ambientale, ha generato negli ultimi anni uno spiccato
interesse verso ulteriori sistemi detti “naturali” che
sfruttano le energie rinnovabili.
Grazie ad una politica di incentivazione, giustamente
attuata dai governi, l’energia fotovolatica ha avuto un notevole
sviluppo negli ultimi anni in tutti i paesi industrializzati del globo,
garantendo oltre al miglioramento dell’ambiente anche un basso
dispendio economico.
Attualmente, esistono in commercio 3 tipi di pannelli solari:
Pannelli fotovoltaici in silicio amorfo
Sono costituiti da un film sottile di silicio amorfo depositato su
supporto di vetro o acciaio.
Hanno un costo minore rispetto alle altre tipologie e necessitano
di un quantitativo basso di energia per essere prodotti, producono
una discreta quantità di energia elettrica anche nelle giornate
coperte nuvolose e nei casi di esposizione non buona verso il sole.
Purtroppo hanno un rendimento inferiore del 6% - 10% rispetto alle
altre soluzioni e quindi una maggiore occupazione di spazio per produrre
il quantitativo di energia elettrica prefissato e un rapido degrado
iniziale delle prestazioni(il 20% circa) per poi rimanere stabile
nell’arco della sua vita utile.
Pannelli fotovoltaici in silicio
monocristallino o policristallino
Costituiti da celle dal colore blu/nero ottenute
da un unico grande cristallo di silicio, possiedono il maggior rendimento
(13%-17%) con incremento superiore all'80% dopo 20 anni di produzione
e una minore occupazione di spazio per produrre il quantitativo di
energia elettrica prefissato. Purtroppo le celle in monocristallino
preferiscono la luce solare diretta in maniera perpendicolare, rendono
meno per incidenze notevoli della luce e in condizioni di cielo nuvoloso
ed hanno un costo superiore rispetto all’amorfo.
Impianti isolati
Sono impianti autosufficienti e non collegati alla
rete elettrica. Devono essere provvisti di batterie ricaricabili per
accumulare durante le ore di luce l’energia elettrica da utilizzare
poi di notte, quando non può essere prodotta. Sono utilizzati
per impieghi mobili o dove costerebbe troppo realizzare una linea
aerea di distribuzione ma non sono immuni dal rischio black-out.(quasi
mai utilizzati per il residenziale nelle nostre zone)

Impianti connessi alla rete
Sono impianti senza accumulatori e connesse direttamente
alla rete elettrica nazionale.
E’ la soluzione più diffusa per il residenziale in quanto
solo con questo tipo di soluzione si può accedere al conto
energia e quindi ricavare i benefici economici maggiori.
Tutta l’energia elettrica che l’impianto produce nelle
ore diurne viene ceduta direttamente nella rete ENEL che a sua volta
fornisce la propria energia elettrica per i consumi dell’edificio.
Di conseguenza abbiamo due circuiti separati ed in realtà l’energia
che viene consumata non è quella prodotta dal nostro impianto.
Questa soluzione rende l’edificio praticamente immune da rischi
di black-out e permette di accedere agli incentivi nazionali.
Trovano notevole applicazione in ambito residenziale.
I pannelli fotovoltaici vengono sempre piu’
spesso installati sui tetti delle Ville basti tenere ben in considerazione
che per ospitare un impianto di 3 KW sono mediamente necessari 24
m2 di spazio disponibile su tetto inclinato e 36 m2 su copertura piana.
Un impianto di 3KW è sufficiente per coprire i consumi annui
di una famiglia di 4 persone e i pannelli devono essere rivolti preferibilmnete
a sud inclinati di 30° rispetto all’orizzontale. Anche altre
esposizioni ed inclinazioni sono consentite accettando una
perdita della resa .
E’ comunque da evitare l’esposizione a Nord e occorre
considerare se la zona di copertura destinata ad ospitare i pannelli
solari non sia affetta da fenomeni di ombreggiamento (elementi architettonici,
altri edifici,alberi etc...);
Nei Condomini si possono installare impianti fotovoltaici centralizzati
oppure piccoli impianti a destinazione di singoli condomini. In entrambi
i casi è necessaria la delibera dell’assemblea condominiale
per l’utilizzo degli spazi comuni. Solitamente un impianto fotovoltaico
da 15/30 kWp è in grado di generare l'energia elettrica sufficiente
a coprire i consumi condivisi di un condominio di 30/80 famiglie .E’
utile ricordare che lo stato,utilizzando incentivi differenziati,
premia il decoro architettonico che si ottiene utilizzando pannelli
integrati,Questo permette di recuperare del tutto la minor efficienza
da quest’ultimi garantita.

Per i proprietari di Terreni è possibile utilizzare
la tecnologia fotovoltaica per produrre denaro.

In particolare si possono utilizzare terreni (meglio se in località
con alta insolazione media annua) da adibire alla produzione di energia
elettrica.I terreni risultano essere particolarmente convenienti per
questo tipo di business in quanto presentano metrature disponibili
elevate ed assenza di fenomeni di ombreggiamento.
Incentivi:
E’ possibile sfruttare gli incentivi statali tramite il conto
energia (uso residenziale) o vendita di energia ,situazione che rende
tale investimento particolarmente attrattivo. Si possono utilizzare
inoltre sistemi ad inseguimento solare per accrescere la resa dei
pannelli solari.
BENEFICI ECONOMICI
Grazie agli incentivi statali concessi in Italia negli ultimi anni
il solare fotovoltaico sta attraversando un periodo di vera espansione
e tale tendenza è prevista accrescersi ulteriormente negli
anni futuri.
E’ infatti grazie a tali incentivi che il solare fotovoltaico,
non è più soltanto un’energia “pulita”
ed eticamente degna di considerazione, ma è diventata anche
economicamente conveniente ed addirittura in certi casi un vero e
proprio investimento.
Bisogna considerare inoltre la valorizzazione derivante
dalla maggiore richiesta dell’immobile dotato di impianto solare.
I tempi di ritorno dell’investimento
Un impianto da 1KW costa circa 6-7 mila euro e richiede una superficie
circa di 8 metri quadri su cui posare i pannelli solari. Gli utenti
guadagneranno in base alla produzione dell’energia, trasformando
le proprie case da centri di consumo a piccole centrali elettriche.
Grazie agli incentivi statali i tempi di ritorno dell’investimento
(ovvero gli anni necessari per ammortizzare il costo dell’impianto)
variano da 8 a 10 anni a seconda di una serie di fattori tra cui la
zona geografica.
Considerando che gli impianti hanno una vita utile di 25-30 anni possiamo
dedurre che si hanno almeno 15 anni in cui la nostra piccola centrale
elettrica ci produrrà reddito.
Fattori che determinano il ROI (return
on investiment) di un impianto fotovoltaico:
1) Zona geografica:
La irradiazione media annua è variabile da regione a regione.
Ne consegue che un impianto a Bari produrrà annualmente più
energia elettrica ,a parità di tutte le altre condizioni, rispetto
ad un impianto a Milano.(dato per cui sono disponibili varie rilevazione
statistiche.)
2) Esposizione tetto e fattori di ombreggiamento:
L’esposizione ideale del tetto è a Sud. Ogni altra esposizione
riduce di una certa quota l’energia producibile (da evitare
esposizione a Nord).Fattori di ombreggiamento quali edifici vicini
o alberi che mettono in ombra i pannelli in determinate ore del giorno
riducono l’energia producibile.
3) Rendimento/costi pannello:
Dipendono dal tipo di pannello e dalla marca. Pannelli in silicio
amorfo hanno resa minore rispetto al monocristallino, così
come a parità di tecnologia alcuni produttori garantiscono
da catalogo rendimenti superiori. Bisogna tuttavia ricordare che il
rendimento subentra nella determinazione del tempo di ritorno dell’investimento
così come il costo dei pannelli stessi. Quindi è opportuno
determinare il giusto euilibibrio tra costo e rendimento per decidere
quale soluzione adottare.
4) Tariffa conto energia ottenibile:
L’incentivo che lo stato offre mediante il conto energia è
variabile in base ad una tabella e dipende anche dal grado di integrazione
dei pannelli sul tetto (premio di decoro architettonico). Quindi nella
determinazione del ROI l’incentivo ottenibile gioca un ruolo
decisamente rilevante.
5) Consumi medi anni previsti:
E’ importante stimare i consumi medi di energia elettrica presenti(
ma anche futuri) in modo da dimensionare l’impianto fotovoltaico
correttamente. Infatti il sovradimensionamento rispetto ai propri
consumi diventa penalizzante nella logica del Conto energia-scambio
sul posto. (praticamente l’energia prodotta in piu’dopo
un lungo tempo di conguaglio, non viene pagata).Un corretto dimensionamento
,quindi,impatta notevolmente sul tempo di ritorno dell’investimento.
6) Evoluzione prezzi energia elettrica:
E’ un fattore determinante per il calcolo del ROI ;purtroppo
non determinabile a priori. Credo sia molto probabile ,dati gli scenari
energetici mondiali e l’aumento inarrestabile delle materie
prime, che il costo dell’energia sarà in costante aumento
nei prossimi anni.
Conseguentemente il nostro investimento si ripagherebbe prima e comincerebbe
a produrre utili in tempi minori del previsto.
Il Conto Energia-Scambio sul posto
Il conto energia è in vigore dal 23 gennaio
2007, ( DM 6 febbraio 2006) I punti salienti:
• La tariffa incentivante è garantita per un periodo
di 20 anni.
• Gli incentivi sono diversificati per potenza e per grado di
integrazione architettonica, i piccolissimi impianti completamente
integrati godono del maggiore incentivo
Le tariffe incentivanti si possono riassumere come nelle tabelle di
seguito riportate ( incentivi in euro ogni kWh prodotto dall'impianto)
Incentivo base per privati, aziende, società
Potenza non integrati parziale integrazione integrati
da 1 a 3 kW 0,40 euro kWh 0,44 euro kWh 0,49 euro kWh
da 3 a 20 kW 0,38 0,42 0,46
più di 20 kW 0,36 0,40 0,44
Cessione Energia
E’ l’energia che il nostro impianto produce in eccesso
rispetto a quella consumata. E’ facoltà di cedere Energia
ai possessori di impianti superiori ai 20 kWp ed ha come prerequisito
il possesso di partita IVA, in quanto in questa modalità il
responsabile dell’impianto vende l’energia prodotta in
eccesso ai suoi consumi, e quindi la vendita necessita di fatturazione.
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